Problemi di comunicazione!

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Immagine presa da qui.
Un altro espulso nel M5S. E’ ora di dire due parole a riguardo della politica in questo periodo buio. La politica in Italia è influenzata, più che altrove, dai comunicatori: quello che fa l’ideale di un gruppo o partito non è più un impegno politico, una serie di ideali, un obiettivo. Ora gli obiettivi sono specchietti per le allodole, su cui si combatte una guerra molto più cruenta delle antiche battaglie a viso aperto. Una guerra di comunicazione.
A introdurre questo nuovo tipo di politica (bene inteso, ad un certo livello è presente in ogni stato, diciamo “ad esasperare questo nuovo modo di fare politica“) è stato lui, il nostro Silvione, che per 20 anni ha giocato qualsiasi tipo di carta per fare credere le cose più assurde alla gente comune le stronzate più atroci per farsi votare.
Se uno chiedesse quale fosse il programma del partito di Berlusconi, a parte un generico “fare il bene dei più ricchi, e ancora meglio di se stesso“, nessuno saprebbe dire i punti chiave della sua politica, a parte una evidente lotta alla magistratura. Era la persona di cui fidarsi, il Cesare che passava il Rubicone, a cui i sudditi, come legionari, credevano sia perchè era il loro generale, sia perchè era l’unico che sicuramente li avrebbe pagati.

E’ una guerra di comunicazione, in cui il gioco c’è il potere sullo stato. Così Renzi con le sue slide cerca di spiegare i suoi punti, ma gioca su frasoni tipo “una riforma al mese“, “se fallisco me ne vado dalla politica” (questo lo han detto tutti, da Berlusconi a Grillo, peccato non lo abbia mai fatto nessuno), “non ci faremo assegnare i compitini dall’Europa“… tutti bei discorsi. Ma sono discorsi. Demagogia, una pratica politica mirata ad avere il consenso del popolo.
Tra tutti i demagoghi, il più abile è Grillo. Il suo è un piano completo, molto levigato, e molto da levigare c’è anche da dire. Lui aprì il blog, molte delle sue idee erano condivisibili. Le condivise Di Pietro, a mio avviso il migliore esponente e portavoce delle sue idee, migliore di Grillo stesso. Nella sua diatriba distingueva nel PD il “un pochiiiiino meno peggio” su cui appoggiarsi. E ci si appoggiò: portò il proprio programma a Prodi, cercò di iscriversi al partito. OVVIAMENTE era già tutta comunicazione, lui ne è maestro, la fa da sempre. Sapeva che Prodi non avrebbe mai accettato il programma di Grillo, suvvia, siamo seri, e sapeva che il PD non avrebbe mai accettato di avere come segretario uno come lui.
Così ha potuto iniziare a colpire il PD. Perchè si sia concentrato sul PD tralasciando il PDL (ora FI) è complicato da capire, credo sia più che altro perchè i sostenitori di Berlusconi sono più fanatici, altrimenti avrebbero già abbandonato Berlusconi, ma lascio al lettore spiegare questa cosa, per me va bene anche la teoria complottista che dice che è Berlusconi quello che tira i fili della marionetta Beppe Grillo: effettivamente Grillo è sceso in campo quando Berlusconi stava cadendo, e senza Grillo forse il PD avrebbe potuto governare da solo. Ma queste sono solo congetture.

Si può capire che i cittadini di Grillo sono asserviti a lui (esattamente come i deputati e senatori del PDL lo erano a Berlusconi) analizzando come questi hanno imparato a scrivere e comunicare da lui. Prendo come esempio uno degli ultimi post di Di Battista. Inizia istigando il popolo a informarsi. Prima grande punto: se fai passare il messaggio che tutti i mezzi di informazione sono asserviti al potere, come puoi informarti? Beh, ovvio, tramite loro. Questa è una delle mosse più astute di Grillo: convincere che tutti sono il male per costringere chi lo segue a credere solo alla sua verità. Infatti Di Battista scrive subito dopo “provo a dare un contributo” nel fare capire la situazione italiana. Il suo contributo è tutta propaganda. TUTTA!
Allo stesso modo poco dopo Carla Ruocco, sempre M5S, scrive questo post: “Questa sera sarò da Bruno Vespa a “Porta a Porta”, è venuto il momento di raccontare a tutti come stanno veramente le cose svelando le tante bugie che questo governo continua a raccontare. Bisogna restituire l’Italia ai cittadini onesti! Vigilare sulla spending review, non possono più essere sempre e solo i cittadini a pagare con le proprie tasche! Dobbiamo pensare al futuro, andare oltre e riprenderci ciò che ci hanno tolto! Ci riusciremo tutti insieme senza lasciare nessuno indietro!!
Questo messaggio è quasi divertente: raccontare a tutti come stanno le cose? Lei vuole raccontare come vede lei e il suo gruppo le cose. Quella non è verità, è un punto di vista, farcito di demagogia inconcludente. Dice tante cose che sono da sempre il tormentone del M5S, che però sa che se cercasse di risolverle si potrebbero creare due situazioni: 1. le risolve e non sa più come fare propaganda, 2. facendo qualcosa potrebbe fare errori, e sarebbe attaccabile, cosa che ora difficilmente può essere.

Grillo segue la politica dell’immobilismo. E’ una guerra di trincea. E’ solo comunicazione, non c’è sostanza. Io non ho una cura a questa situazione: non saprei io stesso chi votare. So solo che non è Grillo il salvatore dell’Italia. E’ più facile che abbia manie di potere. Le grandi dittature son sempre nate facendo manovre e propagande che toccassero gli animi del popolo.
Non fatevi fregare.
Stay tuned!

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