Ipocrisia (Parte I)

Ipocrisia

Immagine presa da qui.

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti
— Luigi Pirandello

A volte mi stupisce un pò il modo di fare della gente. Lo trovo incredibilmente ipocrita. A volte penso che la gente nemmeno sappia cosa vuol dire IPOCRISIA. Metto, per ogni evenienza, la definizione di wikipedia: “L’ipocrisia (dal Greco ὑποκρίνομαι «fingere») è un atteggiamento, comportamento o vizio di una persona che volontariamente pretende di possedere credenze, opinioni, virtù, ideali, sentimenti, emozioni che in pratica non possiede“.
Io rimango abbastanza confuso quando mi si dice che un film e il libro da cui è tratto devono avere lo stesso successo “perchè condividono la stessa storia” soffermandosi sul fatto che la storia è l’unico elemento di un libro. Rimango abbastanza confuso se quello che lo dice si professa un lettore per passione.
Io rimango abbastanza confuso se una persona mi dice che “bisogna dire una bugia se serve per fare piacere a una persona“, perchè è proprio questa l’ipocrisia: mentire su se stessi. E accettare che gli altri lo facciano per farti stare bene è esere assuefatti alla cosa. Si vive bene nell’ipocrisia al punto da volere che anche gli altri la perpetrino.

Quando la necessità ci porta a usare parole sincere, cade la maschera e si vede l’uomo
— Lucrezio

Ma il peggio di tutti è l’ipocrisia, per così dire, a fine di conquista. Quando una persona si definisce “sensibile“, e per dimostrarlo, per così dire, dice che tutto è bello. Mi compiaccio sempre di questa meravigliosa dote dell’essere umano: non capire che se tutto è bello, tutto è clamorosamente brutto, che se non c’è distinzione tra le cose, queste sono tutte uguali, che se vedi 5 film e sono tutti belli, in realtà non c’è modo di distinguere quello bello da quello brutto, che i gusti piatti pilotati dall’ottica del tutto stupendo sono figli dell’apatia e dell’anedonia.
Il pensiero critico è l’attitudine a uno scetticismo riflessivo nei confronti di ciò che leggiamo e ascoltiamo (dalle persone, dalla TV, dalla radio, dai giornali, ecc). Critico, in quest’ottica, non significa solo andare alla ricerca di errori, incoerenze, debolezze ma significa giudicare ciò che è apprezzabile (e perchè!) e ciò che non è apprezzabile nei testi che leggiamo o nei pensieri che ascoltiamo. Il pensiero critico è una capacità intellettuale che va sviluppata e non un’attitudine che si eredita geneticamente, esso non è una credenza ma un processo. Il pensiero critico consente di stemperare i propri pregiudizi per tentare di confrontare obiettivamente punti di vista diversi fino a giungere, nella migliore delle ipotesi, a una sintesi equilibrata (e temporanea).

Per me odioso, come le porte dell’Ade, è l’uomo che occulta una cosa nel suo seno e ne dice un’altra
— Omero

Ma se già risulta assurdo il modus operandi della gente che cerca, con l’aiuto del positivismo, di diffondere una ipocrita immagine di sensibilità, non meno assurdo è il modo di reagire di talune persone che accettano, anzi, incentivano questo tipo di assenza di emozioni. Come dire che se mi piace una persona sensibile mi sta bene anche una persona che palesemente sensibile non la è, ma che ipocritamente dice di esserla.
Bisogna dire una bugia a fin di bene. E chi è ipocrita si aspetta lo stesso atteggiamento dal prossimo. Per la serie: “io accetto quello che mi racconti di essere se tu fai finta di stravedere per me“.
Molto bello.

Stay tuned!

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