Ignoranti digitali

ignoranti_digitali_FAV

Immagine presa da qui.

Effettivamente un pò è vero. Le nuove generazioni nascono immerse nella tecnologia, ma non ne sono veramente depositari, sono solo “polli da batteria” che nascono per ingrassare il mercato degli advertisement e dei prodotti fuffa. Ma perchè? Ne parlavo martedì sera: la mia generazione ha visto i primi processori Pentium, anzi, ha visto anche qualcosa prima. Io avevo un Olivetti Prodest Pc 128, cpu da 1 MHz (non ho sbagliato a scrivere, era proprio un megahertz), 128 Kb di RAM (un Nexus 4 ne ha circa 15625 volte di più), girava con il sistema operativo Microsoft BASIC, risoluzione massima 640×200 con 16 colori da un insieme di 4096. Non aveva il disco fisso, nè memory card, ma leggeva da registratore. Era magnifico!
Era il mio primo computer, qualcosa di molto, ma moooolto, peggio delle calcolatrici che girano ora, se ancora qualcuno ha delle calcolatrici che non siano il cellulare stesso. Fu fabbricato nel 1986. Nel 1995, dopo una Amiga500 della Commodore (processore da 7 MHz, 512 Kb di RAM, risoluzione massima 640×512 a 16 colori da palette di 4096, floppy e mouse), approdai al primo PC che aveva già un Pentium 133 (133 Mhz).
Questo mio essere appartenuto a quella generazione mi ha forzatamente spinto verso una visione ottimizzatrice della vita: chi ha 18 anni ora è nato nel 1996, probabilmente il primo computer lo ha usato nei primi anni 2000, nel 2001 usciva Windows XP, lo stesso sistema operativo da cui sto scrivendo. Cosa intendo per visione ottimizzatrice? Che con Windows95 già era spesso necessario dover ottimizzare i driver dei propri dispositivi per riuscire a fare girare i programmi più esosi, tipo i giochi. Il sistema era instabile, spesso, e se volevi ottenere il massimo da una macchina comunque molto costosa, era necessario conoscere la macchina stessa, sapere cosa fare.

La generazione che invece sta venendo fuori ora ha i tablet, strumenti che fanno le veci informatiche delle consolle per i giochi: accendi, clikki un bottone e hai un servizio incapsulato in una applicazione. Molto bello e funzionale, ma cosa sta succedendo sotto non hai la bencheminima idea di cosa sia. Che ci sia un linguaggio di programmazione, un interprete per un altro linguaggio, un browser, una trasmissione di dati, addirittura una infrastruttura di Rete come Internet… tutto questo è ben mascherato da tablet e smartphone. Rimane la mia generazione a sapere tutto questo, alle nuove generazioni rimane solo un vago concetto di banda relazionato alla bolletta che pagano per il traffico di Rete.
Si crea quel divario tra utente e servente, tra chi crea un servizio e chi lo utilizza. Si va verso una ignoranza globale che permetterà agli esperti di fottere i meno esperti. A tal proposito vi invito a leggere questo articolo di cui mi han colpito molte cose, tra cui la scarsa conoscenza di Internet delle nuove generazioni che scambiano servizi come Youtube con infrastutture come Internet.
E Grillo punta all’era digitale…
Stay tuned!

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